Mari-SamuelPersonale:

Curator/Curatrice: Mariantonietta Anania
Photographer/Fotografo: Samuel Webster
Collaborator/Collaboratrice: Maria Checcaglini
Ufficio Stampa/Publicity and PR: Anna Martini
Modelle: Mariantonietta Anania, Camilla Androni, Grazia Cappelletti, Maria Checcaglini, Barbara Carracini, Vittoria Bigoni, Alessandra Finocchi, Alessandra Ghignoni, Carlotti Piccini, Lucia Romagnoli.

Offerta Privata
 


Sezioni (Italiano):

Sections (English):
COMING SOON

Descrizione

Ofelia voleva soltanto nuotare è un progetto dell’artista Samuel Webster e della criminologa Mariantonietta Anania che unisce fotografia e indagine forense, per restituire l’immagine della donna del nostro tempo. Una donna emblema della bellezza mutilata dalla violenza di genere. Il Femminicidio, una parola ormai inflazionata che non fa più rumore alle orecchie dei nostri giorni, ma che in Ofelia Voleva Soltanto Nuotare si trasforma in un grido di Vita. Lontani dal voyeurismo imperante che assale e distorce i fatti di cronaca del nostro tempo, Samuel Webster e Mariantonietta Anania danno voce alle donne vittime del femminicidio e alle loro famiglie con un progetto artistico innovativo. Una bellezza che scuote le coscienze, che emoziona e fa riflettere negli scatti di Webster e nelle testimonianze raccolte dalla criminologa Anania.

Ofelia-Maria-1webCon Ofelia Voleva Soltanto Nuotare si inaugura uno sguardo nuovo, immediato, essenziale e poetico. È nella bellezza del gesto, nei piccoli momenti privati del quotidiano che la donna incarna tutta la forza e la debolezza della propria femminilità. Scatti intimi, autentici, affiancati da storie di vita vera, alla ricerca di uno specchio artistico capace di restituite il riflesso della complessità delle nostre esistenze. Una mostra che indaga una nuova strada, uno strumento di comprensione e denuncia, per affrontare attraverso una nuova cultura un fenomeno che oggi è prima di tutto culturale, quello della violenza di genere. Una mostra itinerante, internazionale e ad ingresso gratuito che dal 16 al 29 luglio sarà ospitata nel Palazzo Pretorio di Pieve Santo Stefano. Da settembre partirà in giro per l’Italia per toccare Arezzo, Firenze, Roma, Jarcuso, Cortina d’Ampezzo, Torino, e poi Londra, Philadelphia, New York fino a Sydney e Melbourne in Australia.

Ofelia è una mostra fotografica, composta da  22 immagini, accoppiate con storie di vittime di femminicidio in Italia negli ultimi dieci anni.

Ofelia è una collezione che celebra le preziose passioni delle vite innocenti. Si tratta di una rappresentazione di piccoli momenti – momenti di femminilità  – che non potranno mai accadere di nuovo.

Dichiarazione dalla curatrice, Mariantonietta Anania:

Sono nata a Catanzaro 36 anni fa e tre anni fa mi sono armata di coraggio e mi sono trasferita, con tutta la mia famiglia, nel centro nord. Ho completato gli studi tardi: avevo deciso di abbandonarli per il lavoro. Mi sono laureata con tanta fatica, dividendomi tra famiglia, lavoro e studio, in scienze politiche e delle relazioni internazionali. A giugno del 2015 ho conseguito un Master in Criminologia presso il Cenaf ed è proprio partendo da qui, grazie alla mia professoressa di Criminologia, che ho deciso di approfondire il fenomeno della violenza di genere -affrontando una rigorosa formazione sull’argomento-, fenomeno diffuso non solo nel nostro Paese ma anche nel resto del mondo e oggi in forte crescita: dagli ultimi casi di cronaca si evince infatti che ogni tre giorni si verifica un cd. femminicidio.

Ma come potevo girare per l’Italia e fare formazione? La mia idea era quella di informare le persone e di creare nella società una forte consapevolezza del fenomeno. Nasce così l’idea di una mostra e subito decido di coinvolgere in questo mio “folle” progetto Samuel, ben sapendoche solo lui poteva cogliere attraverso l’obiettivo della macchina fotografica l’animo di ogni donna e il senso della mia idea.

Viene così alla luce “Ofelia voleva soltanto nuotare”, un progetto fotografico che ha come obiettivo quello di arrivare all’anima delle persone che guardano le foto e far sì che esse comprendano nel profondo di quella stessa anima le storie che le foto raccontano. Foto non cruente,  che ritraggono quella vita quotidiana di tutte le vittime, una vita magari uguale a quella di ciascuno di noi, che purtroppo nel loro caso è stata interrotta in maniera violenta e brutale dalle mani di chi diceva di amarle. Loro non potranno più parlare, non potranno più indossare le loro scarpe, non potranno più giocare con i loro bambini, non potranno più vivere la loro vita.

O forse sì, attraverso di noi. Attraverso i nostri occhi, attraverso il passaggio della loro immagine spesso sorridente dalla fotografia alla nostra anima.

Perché non siano morte davvero.
Perché altre non muoiano più.

Itinerario
Pieve Santo Stefano, AR (Toscana, Italia)
Sala delle Arti, Palazzo Pretorio
16-31 Luglio 2016
Foto e Video
Jacurso, CZ (Calabria, Italia)
8 Agosto 2016
Fondazione Archivio Diaristico Nazionale – Premio Pieve Saverio Tutino 2016
Via Roma 11, Pieve Santo Stefano, AR (Toscana, Italia)
16-18 Settembre 2016
Sansepolcro, AR (Toscana, Italia)
Biblioteca Communale
Ottobre 2016
Arezzo (Toscana, Italia)
Novembre 2016
error: Content is protected !!